martedì 17 dicembre 2013

Tatuaggi, boom di pentiti: i giovani in cerca di lavoro chiedono di cancellarli




Il tatuaggio non conosce crisi tra gli italiani e tra i suoi appassionati sono sempre di più i giovani. Sono, infatti, circa un milione e mezzo le persone che ne hanno uno, i ragazzi tra 12 e 18 anni sono il 7,5% del totale. A confermarlo sono i dati presentati dal centro nazionale Ondico (Organismo notificato dispositivi e cosmetici) dell'Istituto superiore di sanità. Tuttavia se è vero che se aumentano gli amanti del tattoo, cresce anche l'esercito dei pentiti o di chi, soprattutto per motivi di lavoro, deve farselo cancellare come rileva Ezio Mara Nicodemi, chirurgo estetico dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata (Idi) di Roma.
«Nel nostro Paese a prendere questa decisione, a volte sofferta - spiega - è più del 30% dei tatuati, soprattutto uomini. E di questi, il 40% lo fa per motivi lavorativi». A decidere di rimuovere un disegno sulla pelle non sono solo le star stanche del solito tatuaggio ma sempre più giovani alla ricerca di un lavoro in questi tempi di crisi. «Soprattutto - aggiunge il chirurgo - quelli che si apprestano a partecipare a dei concorsi. La richiesta più frequente è quella di rimuovere il disegno nel minor tempo possibile».
A volte, però, il tatuaggio va rimossoper problemi di salute. «Chi ne ha uno - spiega ancora Nicodemi - può avere problemi nel sottoporsi ad esami come la risonanza magnetica, per l'effetto del magnete che attrae i metalli pesanti contenuti nei colori dei tatuaggi. I rischi sono quelli di ustioni e bruciature locali». Oggi è possibile far sparire un tatuaggio di medie dimensioni anche in un paio di sedute grazie a un doppio trattamento in una stessa giornata a distanza di trenta minuti l'uno dall'altro.

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