lunedì 24 marzo 2014

Margherita Granbassi, addio alla scherma: "Troppi infortuni: basta con le gare"



L'ultimo infortunio risale a 3 giorni fa, quando Margherita Granbassi ha pianto per il dolore. Da qui la decisione di ritirarsi definitivamente.   La Granbassi, una delle più grandi atlete italiane di sempre, racconta con serenità del suo addio alle gare. «Domani mi ricovero al Rizzoli di Bologna per la settima operazione al ginocchio - dice - Non so che cosa farò nel futuro, prima devo rimettermi in salute. Sono molto dispiaciuta del ritiro, ma non ho rimpianti, ho fatto ciò che volevo, ho vinto tanto» aggiunge la 34enne triestina che oggi vive a Roma.  Con la Granbassi fuori dalla pedana la scherma azzurra perde una delle sue più brillanti interpreti, un'atleta diventata anche personaggio tv, per la sua bellezza unita a una forte personalità, capace di affrontare con coraggio infortuni e polemiche, e anche la pressione dei media e della politica. Nel 2008 fu accolta da feroci critiche la sua presenza al programma tv 'Annozero' di Michele Santoro.  Lei atleta e carabiniere non si scompose, «non faccio nulla di male». «Fui utilizzata e non so ancora perchè. Si creò un caso eccessivo per l'importanza che potevo avere io. Decisi di lasciare l'Arma che pure amavo e continuai con la tv».
Lo sport non è mai stato tutto per questa donna inquieta e curiosa, amante dei viaggi e delle mostre d'arte, appassionata anche di politica. La fiorettista triestina in carriera ha vinto tre titoli mondiali (2004, 2006, 2009), due europei (2001, 2006), due bronzi olimpici (2008), una marea di medaglie in coppa del mondo. Ma ha tenuto sempre un occhio sull' attualità, come fa anche in questi giorni:
Renzi? «mi piace. Letta non mi dispiaceva. Ma Renzi forse è l'uomo giusto, è deciso, equilibrato, giovane, speriamo faccia bene».
La vittoria più bella ? «L'oro di Torino ai mondiali nel 2006. Fu la mia consacrazione mondiale. Indimenticabile».
La sconfitta più cocente ? «Ai Giochi di Atene fui decima, eliminata da una francese, l'unica che non ho mai battuto. Persi un'occasione».
Il dolore più grande in carriera ? «Non fu per una sconfitta, ma per una vittoria. Quella contro Giovanna Trillini a Pechino 2008 per la medaglia di bronzo: Giovanna era il mio idolo da quando ero ragazzina, l'adoravo. Fu un dolore batterla». Con Valentina Vezzali invece erano liti continue, ma Margherita nega: «non sempre andavamo d'accordo, ma è normale in un gruppo. Quello è un ambiente molto competitivo, siamo compagne di squadra ma anche avversarie, può capitare che i rapporti non siano sempre idilliaci, ma niente di grave. Ricordo tutte le ragazze con un affetto incredibile, con loro ho condiviso le emozioni più belle della vita» aggiunge la campionessa, e si commuove.
Il futuro ? «Non lo so. Mi aspettano lunghi mesi di recupero dopo l'operazione. Avrò tempo di pensarci. Il giornalismo mi piace, potrei occuparmi ancora di scherma. Ma niente è deciso, aspetto di tornare in forma, poi valuterò. Sono ancora scossa per quel che è successo venerdì, avevo davanti l'ungherese Katarin Varga, conducevo 19-12 , il dolore al ginocchio sinistro (rottura del tendine rotuleo, ndr), ho capito subito che era finita per sempre. Da allora sono sballottata tra visite e telefonate. Non ho avuto tempo di pensare a nulla».

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