mercoledì 11 febbraio 2015

Buffon sale in cattedra: "Ho fatto degli errori ma li ho pagati tutti. Oggi mi sento forte e sereno"

«Il talento è un insieme di doti donate da Madre Natura, ma se non viene supportato con testa, perseveranza, abnegazione, il rischio è di essere un campione inespresso o un talento effimero». Gigi Buffon è salito in cattedra questa sera allo 'Juventus Stadium' parlando ai manager della Randstad, multinazionale specializzata nel lavoro interinale e nelle risorse umane, sponsor del club bianconero.
 


Tema dell'incontro - moderato da Dino Ruta, docente di Human Resources e Sport Management alla Bocconi - il talento e come gestirlo. Buffon ha ricordato il suo esordio in A, a 17 anni, in Parma-Milan: «Feci davvero una grande partita - ha detto - fu sicuramente un azzardo del mister Scala e della società farmi giocare, ma ci misi del mio». Da lì ebbe inizio la sua strepitosa carriera. «Per rimanere e durare a certi livelli bisogna fare sacrifici e rinunce - ha spiegato - dopo i 30 anni ho aumentato l'attenzione al dettaglio e la cura del mio fisico. Fino a 21-22 anni ero un ribelle sotto certi aspetti; ma se non fossi maturato sarei rimasto un eterno Peter Pan. Ho fatto alcuni errori, li ho pagati tutti ma non rinnego niente, perchè oggi mi sento molto forte, molto sereno. Difficilmente giudico qualcuno ma mi piace molto giudicare me stesso».

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