venerdì 2 ottobre 2015

La vita di Giorgio Armani diventa un libro: il ricavato delle vendite in beneficenza

«Ho voluto questo libro perché c'erano ricordi, sensazioni che preferivo esternare anziché portare via con me». 
Uno scrigno di ricordi da condividere. È il senso del volume “Giorgio Armani” (Rizzoli) presentato a Milano dallo stilista a una folta platea ad alta densità vip nell'ultimo giorno della fashion week. 


In copertina, una sua foto in bianco e nero da bambino, quando aveva un anno e mezzo, scattata dalla madre. Il volume però «non è un'autobiografia, ma un accompagnamento alle mie foto, al mio lavoro. L'autobiografia coinvolge persone che ti sono vicine e non sempre ti senti autorizzato a farlo, a esporle».  
Nell'anno delle celebrazioni per i 40 anni della Giorgio Armani lo stilista ha voluto spiegare perché ha fatto questo mestiere «perché sono come sono. Non sono un visionario, ma una persona con i piedi per terra». Tra immagini private dello stilista e quelle che riassumono per capitoli 40 anni di carriera - le sfilate, il Silos, le collaborazioni con Hollywood - prende forma la grande rivoluzione portata avanti da Armani. «La mia rivoluzione è stata sussurrata ma pesante, ho scardinato le regole dell'abbigliamento. Come proporre un abito da sera con il tacco basso, togliere rigidità alla giacca, immaginare che una donna potesse essere vestita come un uomo».  
Il successore di Armani? «Il mio ego mi fa dire che non ci sarà mai più nessuno come Armani» risponde scherzoso, scatenando l'applauso assordante degli ospiti, prima tra tutti l'amica Sophia Loren, che scherzando ammette: «Io e Armani siamo una bella coppia di amici con un certo talento».
Il ricavato delle vendite sarà devoluto interamente all'Unicef. 

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