martedì 14 giugno 2016

Euro 2016, Irlanda-Svezia 1-1: gol di Hoolahan e autorete di Clark

Comincia con un pareggio sofferto l'Europeo di Irlanda e Svezia nel Gruppo E, lo stesso dell'Italia. Allo Stade de France finisce 1-1. Nel primo tempo l'Irlanda gioca meglio e Hendrick centra la traversa, poi nella ripresa Hoolahan sblocca la gara al 48' con un bel destro di controbalzo. La rete del pareggio svedese la firma poi al 71' Clark con un autogol di testa su un tiro-cross di Ibrahimovic.


Poco gioco, ritmo lento e pochi gol. Dallo Stade de France arrivano buone notizie per l'Italia. Già, perché l'1-1 tra Svezia e Irlanda è buono per tastare il polso degli avversari degli azzurri. E il responso del campo non sembra impressionare molto. Senza il supporto della squadra, Ibra non può fare sempre tutto da solo. E questa Svezia, un po' deludente, dipende esclusivamente dai suoi colpi (come dimostra l'autogol del pareggio). Discorso diverso invece per l'Irlanda, che fa la partita, ma non riesce a far male davvero. Dopo il vantaggio meritato, infatti, la banda di O'Neill tira i remi in barca, mostrando nervi poco saldi e una certa fragilità difensiva. 
Per l'esordio europeo, O'Neill sceglie un 4-3-1-2 aggressivo, con Hoolahan trequartista e Long e Walters in attacco. Hamren risponde invece col solito 4-4-2, con Kallstrom e Forsberg esterni offensivi e Berg accanto a Ibrahimovic. Col centrocampo a tre, l'Irlanda manovra bene, ma lascia spazio ai laterali scandinavi, che provano a sfondare dalla parte di Olsson per servire Zlatan. Dopo dieci minuti equlibrati, il primo squillo è della squadra di O'Neill: Hendrick spara da fuori, ma Isaksson è attento. Poi tocca a O'Shea fallire il tap-in vincente a due passi dalla porta scandinava. Ibra prova a scuotere i suoi allargando il raggio d'azione, ma in mezzo al campo la Svezia pasticcia e l'Irlanda prende in mano il gioco spingendo dalla parte di Brady, che alla mezz'ora sfiora il vantaggio con un destro da fuori area. Poi è ancora Hendrick a far tremare Isaksson, ma il suo destro si stampa sulla traversa. Senza idee e con Ibra che vaga per il campo, la Svezia sbaglia molto, fatica a trovare le distanze e prova solo a far valere i centimetri sui calci piazzati. L'Irlanda invece si affida ai piedi di Hoolahan per verticalizzare e ai cross di Brady per pescare le punte. Poco prima dell'intervallo è Long ad avere la palla buona, ma arriva tardi e il risultato non cambia. 
Nella ripresa però la musica non cambia e l'Irlanda passa subito. Dopo solo tre minuti Hoolahan fa esplodere lo Stade de France con un destro di controbalzo su perfetto assist di Coleman. Un gol che spezza gli equilibri e accende la gara. Si sveglia anche la Svezia, che prende d'assalto la porta di Randolph. Hamren getta nella mischia Guidetti e Ibra, senza brillare, ci prova in tutti i modi a pareggiare facendo valere il fisico e le qualità tecniche. E proprio da un'incursione di Zlatan, imbeccato da un tacco di Guidetti, arriva la rete della Svezia con un clamoroso autogol di Clark. Un pareggio giusto, acciuffato con le unghie e con la rabbia. Ma che racconta bene la storia del match e le difficoltà della squadra di Hamren. Dal pareggio di Saint Denis arrivano solo buone notizie per l'Italia. 

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