martedì 15 novembre 2016

Schumacher, novità social: approda su Facebook e Instagram a 22 anni dal primo titolo

Michael Schumacher approda sui social network. Ventidue anni dopo il primo titolo mondiale, conquistato il 13 novembre 1994 ad Adelaide, in Australia, su Facebook e Instagram appaiono contemporaneamente i profili del pilota. A gestirli sarà la sua portavoce Sabine Kehm.


La prima domanda del popolo della rete non poteva che essere: “Schumi sta tornando in pista?”. La novità social, oltre a fare la gioia di milioni di fan, sorprende considerando che la famiglia ha sempre tenuto i mass media quanto più lontani da Michael. Una forma di riservatezza a cui quest’epoca ci ha tristemente disabituati. Da quando nel settembre 2014 il pilota è uscito dal coma, infatti, sappiamo soltanto che ha fatto tappa a Losanna per un paio di settimane di riabilitazione e poi ha avuto la possibilità di tornare a casa. Non abbiamo visto parenti con la voce rotta parlare della tragedia in tv, né tweet che hanno raccontato tutto il coma minuto per minuto. La famiglia di Michael ha affrontato l’incidente e tutto quello che è venuto dopo come una famiglia normale, lontana dai telespettatori.
È pur vero, però, che Schumi aveva ed ha il suo pubblico e il lungo silenzio da quel 29 dicembre 2013, quando ha rischiato la vita sulle piste da sci a Meribel (Francia), ha continuato a vegliare come un’ombra poco rassicurante. Ma oggi qualcuno per lui viene allo scoperto e lo fa in un modo tutto social: «Ci piace condividere i ricordi con voi e quale miglior inizio potrebbe esserci se non l'anniversario del primo titolo mondiale di Michael. Da questo 13 novembre, la pagina sarà il nostro punto di incontro per raccogliere e scambiare ricordi, festeggiare i tanti successi di Michael. Un ringraziamento per tutti voi, meravigliosi fan».
La novità si aggiunge alle dichiarazioni di qualche giorno fa di Ross Brawn, ex direttore sportivo Mercedes, vicino agli Schumacher: «Ci sono segnali incoraggianti e tutti preghiamo ogni giorno affinché siano sempre di più. La famiglia ha scelto di mantenere privata la sua convalescenza e io rispetto la loro decisione per cui non posso dire niente di più. L'unica cosa che mi sento di dire è che sono state raccontate tante cose su Schumi, la maggior parte di queste sbagliate».  

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